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Partita IVA e contabilità per infermieri a Busto Arsizio.

Dall’apertura della partita IVA alla contabilità annuale: assistenza per infermieri liberi professionisti che lavorano a domicilio, con studi, cooperative o strutture sanitarie. Verifichiamo regime forfettario, ENPAPI e fatturazione in base alla sua attività.

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Apertura partita IVA

Le verifiche prima della prima fattura.

Partiamo dall’iscrizione all’Albo, dal tipo di incarichi e dai committenti. La scelta del regime fiscale va coordinata con la posizione ENPAPI e con le modalità reali del lavoro: assistenza a pazienti privati e incarichi con strutture richiedono una verifica distinta. Se è anche dipendente, controlliamo compatibilità e autorizzazioni necessarie prima dell’avvio.

Per il primo confronto
  • Iscrizione all’Albo e data prevista di avvio
  • Assistenza domiciliare, incarichi con strutture o altre attività
  • Compensi previsti, committenti e costi dell’attività
  • Eventuale lavoro dipendente e posizione previdenziale
  • Partita IVA e dichiarazioni precedenti, se già attivo

Al primo contatto bastano le informazioni generali: i documenti vengono richiesti dopo aver definito il servizio.

Regime fiscale e previdenza

Gli aspetti specifici della sua professione.

Codice ATECO dell’infermiere

La classificazione ATECO 2025 prevede il codice 86.94.01 per le attività infermieristiche, come indicato dalla FNOPI. Verifichiamo la coerenza con le prestazioni effettive e l’eventuale presenza di ulteriori attività.

Regime forfettario: accesso e convenienza

La professione di infermiere non attribuisce automaticamente il diritto al forfettario o all’aliquota iniziale agevolata. Verifichiamo compensi, altri redditi, partecipazioni, rapporti con attuali o precedenti datori di lavoro e costi previsti. La scelta deve considerare anche i contributi.

ENPAPI e avvio della libera professione

Per l’infermiere iscritto all’Ordine che esercita con partita IVA, ENPAPI prevede l’iscrizione alla Gestione Principale entro 60 giorni dall’inizio dell’attività libero professionale. L’eventuale lavoro dipendente va esaminato separatamente: non consente di ignorare gli obblighi della libera professione.

Fatture ai pazienti e alle strutture

Identifichiamo chi riceve la fattura e la natura del servizio. Per prestazioni sanitarie a persone fisiche va rispettato il divieto di invio tramite SdI; gli adempimenti al Sistema TS vanno gestiti separatamente. Per incarichi fatturati a strutture e società verifichiamo il diverso flusso documentale.

Imposte e contributi sono voci distinte

Il costo della partita IVA comprende il compenso dello studio, le imposte e gli oneri previdenziali applicabili. Nel primo confronto raccogliamo una previsione di incassi e costi per impostare una valutazione sostenibile, includendo saldi e acconti.

Collaborazioni e lavoro dipendente

Prima di iniziare un incarico verifichiamo il contratto, l’autonomia effettiva e gli obblighi collegati al rapporto di lavoro già esistente. Un contratto con partita IVA non risolve da solo questioni di incompatibilità o autorizzazione.

Approfondisca requisiti, aliquote e tariffe del regime forfettario. Per attività con esigenze diverse valutiamo anche la gestione contabile negli altri regimi fiscali.

Contabilità per infermieri

Gli adempimenti ordinari, durante tutto l’anno.

Il forfettario semplifica il calcolo del reddito, ma richiede comunque documenti ordinati e controllo delle scadenze. Nell’incarico definiamo anche chi gestisce gli invii previdenziali e al Sistema Tessera Sanitaria, quando dovuti.

Verifica iniziale e controllo dei requisiti del regime
Impostazione delle fatture in base a prestazione e destinatario
Gestione documentale e controllo dei compensi incassati
Dichiarazione annuale, imposte, acconti e saldi
Verifica della posizione previdenziale e delle relative scadenze
Assistenza fiscale ordinaria e gestione del passaggio dal precedente consulente

Partita IVA già aperta

Un passaggio ordinato al nuovo consulente.

Ricostruiamo dichiarazioni inviate, fatture, incassi, versamenti e posizione previdenziale. Concordiamo la decorrenza dell’incarico e la consegna dei documenti, chiarendo quali adempimenti restano al precedente consulente.

Cosa valutiamo insieme
  • Ultima dichiarazione e ricevute di presentazione
  • Situazione dell’anno in corso e scadenze vicine
  • Contributi versati e comunicazioni alla cassa
  • Fatture sanitarie e invii al Sistema TS, se dovuti
Valuta il trasferimento

Zona servita

Studio a Busto Arsizio, assistenza fiscale anche nei comuni vicini.

Seguiamo infermieri di Busto Arsizio, Castellanza, Olgiate Olona, Gallarate, Legnano, Varese e comuni vicini per apertura e gestione della partita IVA. Riceviamo nella sede di Via Pavia 14 su appuntamento; lo scambio dei documenti può avvenire anche online.

Sede in Via Pavia 14

Riceviamo su appuntamento a Busto Arsizio. Seguiamo clienti anche da Castellanza, Olgiate Olona, Gallarate, Legnano, Varese e dal resto d’Italia tramite assistenza online.

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Domande frequenti

Prima di aprire o affidare la sua partita IVA.

Quanto costa la contabilità di un infermiere forfettario?

La gestione ordinaria annuale per professionisti in regime forfettario è di 360 euro, previa verifica dell’attività. Imposte, contributi ENPAPI, bolli, diritti e attività straordinarie sono separati. Prima dell’incarico confermiamo perimetro e tariffa.

Seguite infermieri che lavorano a domicilio o in RSA?

Sì. Esaminiamo il rapporto concreto e i soggetti a cui vengono fatturate le prestazioni. La gestione cambia in base a contratto, autonomia e destinatario della fattura: il solo luogo in cui si lavora non determina il trattamento fiscale.

Posso aprire la partita IVA se sono infermiere dipendente?

La situazione va verificata prima dell’avvio, soprattutto per il lavoro pubblico: compatibilità, eventuali autorizzazioni, requisiti del regime fiscale e previdenza sono controlli distinti. Servono informazioni sul rapporto di lavoro e sugli incarichi previsti.

Per l’infermiere libero professionista si verifica ENPAPI o INPS?

Per l’attività infermieristica autonoma con partita IVA il riferimento è normalmente la Gestione Principale ENPAPI. Collaborazioni con altra forma contrattuale o attività diverse richiedono una verifica specifica; non si sceglie liberamente la gestione più economica.

Posso cambiare consulente mantenendo la mia partita IVA?

Sì. Il cambio di consulente non richiede di per sé una nuova partita IVA. Verifichiamo dichiarazioni, documenti, contributi e scadenze, poi concordiamo il passaggio e la decorrenza dell’assistenza.

Devo venire sempre in studio a Busto Arsizio?

No. Riceviamo su appuntamento e possiamo gestire il servizio anche online. Seguiamo infermieri di Castellanza, Olgiate Olona, Gallarate, Legnano, Varese e dei comuni vicini con le stesse verifiche iniziali.

Aggiornamento: 5 ottobre 2026. studioAEDM è lo studio tributario di Alessandro Della Marra, tributarista INT n. 2558 e intermediario fiscale abilitato. Informazioni generali da applicare alla situazione individuale.

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